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Lo stemma venne elaborato dall'ispettore onorario alle Belle
Arti Alfonso Mosetti, al quale venne affidata, dall'allora
segretario politico del comune Achille Zandegiacomo e dal
Podestà Angelo Peloi, la stesura della relazione
storica giustificativa.
Ed ecco la descrizione araldica dello scudo:
"Inquartato d'oro e d'azzurro: sul tutto uno scudetto
di rosso all'aquila dal volo abbassato stringente negli artigli
un mazzo di spighe di grano in fascio".
L'arme ricorda sia nei colori quanto nell'aquila, quella della
Patria del Friuli, che ancora oggi è lo stemma della Provincia
di Udine, quantunque in questa l'aquila non sia dal volo abbassato,
ma romana.
I quarti d'oro e d'azzurro dello scudo, rappresentano le pertinenze
della vetusta gastaldia patriarcale di Aiello, la quale aveva
giurisdizione nelle quattro ville di Tapogliano, Crauglio, S.Vito
al Torre e Joannis.
Lo scudetto rosso all'aquila, che sormonta i quarti dell'arme,
ricorda il colore del sigillo (in ceralacca) dei Patriarchi di
Aquileia, e più ancora con l'aquila, l'antico sigillo della
gastaldia di Aiello, di cui esistono ancora, in originale, le
impronte su vari documenti: sigillo che porta l'aquila romana
circondata dalla leggenda: "Castaldio Agelli".
Il mazzo di spighe di grano che l'aquila stringe negli artigli,
vuole significare l'etimo: agellus, piccolo campo, attraverso
il prodotto principe della terra: il grano, cioè il pane.
L'arme civica al Comune, è stata riconosciuta con decreto
di S.M. il Re e Imperatore Vittorio Emanuele III il 6 maggio 1940
- XVIII Era fascista, ma firmato solo il 5 ottobre del 1945
dal Luogotenente Generale del Regno, Umberto II di Savoia.
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