I MULINI DI AIELLO
Mulino Miceu di Aiello: aveva quattro ruote e si trovava
sulla Roggia dei Prati; già esistente agli inizi del '400,
come si può dedurre dalla Perg. 332/344, datata 16 febbraio
1441, della Bibl. Prov. di Gorizia; negli ultimi secoli
è stato gestito dalla famiglia Miceu di Aiello.
Mulino di Novacco: si trovava sulla Roggia Barissada o dei Molari
ed aveva sette ruote per cui era il maggiore della zona; nel secolo
XV questo mulino (Molendinum situm in Noacho, penes Villas Agellj,
loannic et Alturis - Perg. 521/535, datata 23.05.1498, della Bibl.
Prov. di Gorizia e arch. Triest., Vol. XVII, 1891) era proprietà
dei conti Strasssoldo; il 26.07.1493 il conte Roberto Strassoldo
lo aveva concesso in affitto al mugnaio Antonio fu Lorenzo di
Chions, abitante a Portogruaro; nel secolo scorso e fino al 1910
fu proprietà della famiglia Colavin e poi, fino al 1935,
dei Milocco di Fiumicello.
La località Noacc (Noacco, Novach) appare in documenti
del 1166 e, poiché era costituita, fino alla metà
del secolo scorso, solamente dal fabbricato del mulino e da una
casa del XV secolo, tuttora esistente, si può senz'altro
ritenere che nell'anno sopra indicato e, certamente ancora prima,
la località esistesse unicamente in funzione del mulino
che verrebbe così ad essere documentato come uno dei più
antichi della Bassa. Il 13.02.1404 il conte Ossalco Strassoldo
(Castello di Sopra) dona la Roggia dei Molari, che scorre dalla
Villa di Joannis fino a Novacco, al conte Bernardo Strassoldo
(Perg. 226/240 della Bibl. Prov. di Gorizia e Arch. Triest. 1890).
Mulino Sardon o Brandis, detto di Alture: aveva tre correnti,
era sito presso il cimitero di Alture, sulla Roggia dei Prati,
già esistente all'inizio del '400. Nel XV secolo e successivamente,
era chiamato "Mulino Nuovo di Alture presso Saciletto"
per distinguerlo dai vicini mulini Miceu e Tininin che dovevano
essere i più antichi.
Il 6.6.1454 il conte Giusto Strassoldo vendette al nobile udinese
Filippo de Maninis metà di questo mulino, sito sull'«Acqua
Aruvedula, che scorre verso Alture e Saciletto», e i territori
annessi. L'affitto per il mulino e terreni era stato fissato in
11 staja di frumento, 6 di avena e 6 di miglio; metà dell'affitto,
cioè staja 5 e mezzo di frumento, 3 di avena e 3 di miglio,
veniva corrisposta ai comproprietari nob. de Maninis da parte
degli Strassoldo che usavano l'intero possesso. Il 26.2.1550,
con atto del notaio Antonio Mattiussi di Udine, il conte Marco
Antonio, erede dei beni di Giusto Strassoldo, riacquistò
l'altra metà del mulino con i territori
annessi a Giulio, Gio Batta e fratelli e Antonio, eredi dei beni
di Filippo de Maninis.
Il mulino è stato gestito dalla famiglia Sardon di Aiello
per circa 300 anni, fino all'inizio di questo secolo. Attualmente
il territorio in cui si trova questo mulino fa parte del comune
di Aiello.
Mulino Tininin sulla Roggia della Villa-Brischis, già esistente
all'inizio del XV secolo; per lunghi periodi ne furono proprietari
i conti Michieli e la famiglia Carlet; cessò di funzionare
nel 1935.
Mulino di Uttano (Lutan): si trovava in località
Osobrio, fra Joannis e Privano, presso la confluenza del Ledra
con una roggia avente origine dalle risorgive site a Nord di Joannis
(lu Vat de Juaniz?); fino a 50 anni or sono erano ancora visibili
le sue fondazioni. In data 6.12.1323 (Perg. 41/44 della Bibl.
Prov. di Gorizia) il conte Giovanni di Castello vende metà
di questo mulino al conte Enrico Strassoldo; in data 20.6.1372
(Perg. 151/161 della Bibl. Prov. di Gorizia) Sacchetto, figlio
di Martino, residente a Privano, vende l'altra metà a Nicolo
Strassoldo; in tal modo alla fine del XIV secolo il mulino
risultava proprietà degli Strassoldo.
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